Lega, la Cassazione conferma il sequestro dei 49 milioni di euro

Sentenza Cass. Pen. n. 53942/2018

A cura di Roberta Marciano

La Cassazione mette la parola fine sul sequestro dei fondi della Lega.

La vicenda giudiziaria riguardante i 49 milioni di euro della Lega ha avuto un iter molto complesso. Occorre innanzitutto fare un passo indietro per cercare di ripercorrere le varie fasi processuali. Nel luglio 2017 il Tribunale di Genova, contestualmente alla condanna di Bossi, Belsito e dei tre ex revisori contabili del Carroccio per truffa aggravata ai danni dello Stato, aveva disposto la confisca diretta a carico della Lega di 49 milioni di euro, somma corrispondente al profitto percepito dal partito per la consumazione dei reati accertati. La Procura aveva anche chiesto e ottenuto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta della somma. Nel settembre 2017 era stato disposto il sequestro delle somme depositate su conti correnti e bancari intestati o riferibili alla Lega nonché altri beni fungibili fino al raggiungimento della somma. Il conto della partito risultava, tuttavia, insolvente. Il pubblico ministro ha chiesto, dunque, di estendere il sequestro anche alle somme pervenute nei conti della Lega successivamente alla prima apprensione degli stessi. Il Tribunale, nell’ottobre 2017, ha rigettato la richiesta sostenendo che non vi fosse il vincolo necessario di pertinenzialità tra i reati accertati e il denaro depositato sul conto dopo l’esecuzione del sequestro. La Cassazione (sentenza 29923 del 12 aprile 2018) ha ritenute erronee le valutazione del giudice di merito in quanto ha rilevato che il sequestro deve colpire le somme corrispondenti al loro valore nominale ovunque e presso chiunque custodite e quindi anche somme pervenute successivamente purché vi sia rapporto di  pertinenzialità tra il reato e il denaro oggetto di sequestro. Per la Cassazione, dunque, la confisca diretta di tali somme è legittimata dall’arricchimento della Lega, e ha annullato con rinvio l’ordinanza del Tribunale. Si arriva, dunque, alla nuova ordinanza (n. 55 del 5 settembre 2018) con cui il Tribunale del Riesame ha confermato che tutti i fondi della Lega, presenti e futuri, andranno sequestrati fino al raggiungimento della somma di 49 milioni. Questa lettura è stata nuovamente confermata dalla Cassazione (a cui la Lega aveva fatto ricorso) con la sentenza n. 53942 del 30 novembre 2018. Gli Ermellini hanno aggiunto, inoltre, che è possibile assoggettare a sequestro preventivo e poi a confisca, quale profitto del reato, le somme di accertata provenienza lecita nel caso di specie i contributi erogati da soggetti privati in piena conformità alla normativa del finanziamento dei partiti politici, richiamando il principio dell’irrilevanza della provenienza del denaro, quale bene fungibile.

In conclusione, è opportuno segnare che in data 18 settembre 2018 la Lega e la procura hanno raggiunto un accordo sulla possibilità di rateizzare la somma da restituire in circa 80 anni, con prelievi di 600.000 euro l’anno da un conto ad hoc.