La lesione del diritto di proprietà del privato va sempre risarcita escludendosi che la pubblica amministrazione possa invocare l’errore scusabile

Ricorso n. 24/11 del 5 luglio 2018
A cura di Michela Salerno

La Corte Edu individua una ulteriore violazione dell’art. 1 del Protocollo 1 della Convenzione per lesione del diritto al rispetto dei beni del privato in ragione di un atto illegittimo compiuto della pubblica amministrazione ed esclude qualsiasi possibile configurabilità dell’errore scusabile per il soggetto pubblico.
Nella sentenza di cui trattasi si afferma che l’erronea interpretazione di una disposizioni di legge da parte della pubblica amministrazione non può fondare il rigetto di una domanda di risarcimento del danno per assenza dell’elemento soggettivo in capo all’ente e la sussistenza dell’errore scusabile.
Invero, specifica la Corte, l’art. 1 Protocollo n. 1 CEDU disciplina il diritto di proprietà garantendo al singolo, persona fisica o giuridica, quale diritto fondamentale.
Sulla base di quanto premesso, viene ribadito che il principio di effettività della tutela giurisdizionale impone di rimuovere le conseguenze dannose della violazione e, ove non possibile, un’equa soddisfazione economica, ex art. 41 CEDU.
Tale tipo di ristoro non può essere escluso per il soggetto pubblico rispetto al quale la sussistenza dell’illecito va valutata sulla base delle generali regole ex art. 2043 c.c..